Arte e cultura nel tortonese: un po' di storia
Un po' di storia
In origine Tortona, l’antica Dertona,
fu una città dei Liguri.
E’ tuttavia in epoca romana, in particolare nel periodo imperiale, che conobbe una notevole prosperità, grazie alla sua collocazione strategica, che la vedeva al centro delle più importanti vie di comunicazione: tra Piacenza e Genova, collegate dalla Via Postumia, Acqui Terme (l’antica Aquae Statiellae), Asti (Hasta), Torino (Augusta Taurinorum) e le Alpi. Sotto Ottaviano fu ribattezzata Iulia Dertona.
Il periodo di massimo splendore però giunse per Tortona in età comunale, quando divenne un ricco centro di scambi commerciali, grazie alla sua fortunata posizione che la vedeva al centro dei traffici tra Genova e la Pianura Padana.
La nuova prosperità inasprì la rivalità con Pavia, sostenuta dal Barbarossa, sino allo scontro: dopo due mesi di durissimo assedio, il 18 aprile 1155 i Tortonesi furono costretti alla resa. La città subì notevoli danni, tra cui, in particolare, l’abbattimento delle mura e delle torri.
Dopo interne controversie, intorno alla metà del XIV secolo, si affermò definitivamente il dominio milanese sulla città. Nel 1347 Tortona fu invasa dalle truppe di Luchino Visconti e, successivamente, degli Sforza.
Quando gli Spagnoli ottennero la signoria di Milano nel XVI secolo, Tortona divenne il baluardo per la difesa del confine meridionale del Ducato. Per questa ragione il forte subì un ammodernamento ed un rafforzamento tali da renderlo idoneo all’impiego dell’artiglieria.
Due secoli dopo, agli inizi del XVIII secolo, scatenatasi la guerra di successione spagnola, Tortona cadde per un triennio sotto il dominio austriaco. Fino a quando Carlo Emanuele III di Savoia ottenne di annetterla al Regno di Sardegna.
Con Napoleone, che aveva preteso dai Piemontesi la cessione della città nell’armistizio di Cherasco, Tortona divenne “piazza del deposito” dell’Armata d’Italia. Presso la tenuta di Torre Garofoli, la città fu sede del quartier generale di Napoleone durante la battaglia di Marengo del 14 giugno 1800 e testimone della morte del generale Desaix, vero artefice della vittoria napoleonica.
I nuovi accordi politici assunti con lo Zar indussero tuttavia Napoleone a far distruggere il forte di Tortona. Della fortezza che dominava superba la pianura non rimase che la Torre, ancora oggi simbolo di Tortona.
Nel 1814 Tortona fece ritorno ai Savoia. Si aprì un nuovo periodo di floridezza economica, di espansione demografica e di rinnovamento edilizio –il Teatro Civico e i Portici della Via Emila, tra le opere più importanti.












