FAUSTO COPPI
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Fausto Coppi nasce il 15 settembre 1919, figlio di Domenico e Angiolina. 
Appena nato pesa solo due chili. 
Ragazzetto, comincia a lavorare come garzone di salumeria a Novi Ligure dove incontra colui che tanta parte avrà nei suoi trionfi: il massaggiatore cieco Biagio Cavanna, autentico 'santone' del ciclismo che negli anni precedenti era stato con Girardengo. 
E' Cavanna ad insegnare al giovane Fausto il mestiere della bicicletta.
Disputa la sua prima gara nel luglio del '37 alla Boffalora, ma è nell'estate del '38 che centra la sua prima vittoria.
Nel '39 partecipa come indipendente ad una corsa a Pavia; Cavanna scrive a Rossignoli della Bianchi "Caro Giovanni, ti mando due corridori. Uno, il Coppi, vincerà; l'altro farà quel che potrà". Coppi vince e l'anno successivo passa professionista come gregario della Legnano di Gino Bartali. 
Al suo esordio al Giro d'Italia sbaraglia il campo nella tappa Firenze - Modena: una incredibile fuga iniziata sull'Abetone sotto il diluvio e conclusa trionfalmente conquistando la Maglia Rosa che difenderà sino al termine.

La casa natale di Fausto Coppi rinasce il 2 gennaio del 2000, da un' idea del Cav. Massimo Merlano, grazie al patrocinio della Regione Piemonte e alla collaborazione della Gazzetta dello Sport.
Il museo è dedicato all’aspetto più intimo e riservato dell’esistenza di Fausto.
Visitandolo, gli appassionati di ciclismo, gli estimatori del Grande Airone e i turisti curiosi, ritroveranno gli oggetti e l’atmosfera cara al Campionissimo, avendo così l’occasione di conoscere il Coppi privato; uno sportivo, un grandissimo personaggio conosciuto in tutto il mondo che, anche nei momenti di maggior celebrità, tornava al paese per ritrovare sé stesso, la sua cara famiglia e i vecchi amici.
Respirare quell'aria, entrare in quelle stanze, vedere gli oggetti che ha toccato e fra cui ha vissuto; ogni anno, tifosi da tutto il mondo, si ritrovano qui per rendere omaggio al Campione Inobliabile, un luogo d'incontro ideale fra affetto e nostalgica ammirazione, per una grande figura umana e sportiva che non conosce confini.

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ANGELO BARABINO

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Angelo Barabino, nato a Tortona il 1º gennaio 1883  e morto a Milano il 6 novembre 1950, è stato un pittore italiano, dapprima divisionista-simbolista, poi esponente della corrente sociale, allievo di Giuseppe Pellizza da Volpedo.

Amico del Pellizza, fu uno dei suoi allievi più fedeli, e come tale seguì il maestro anche nel suo passaggio dalla corrente divisionista a quella sociale. Nel 1907, dopo la morte del Pellizza, completò un dipinto da lui incompiuto, Il girotondo.

Dopo una prima parte di vita come pittore decise di cambiare "carriera" e divenire un consulente aziendale. Non ebbe grande successo tuttavia e mori' in povertà.

Trascorse quasi tutta la sua vita nella natia Tortona, se si eccettuano alcuni brevi soggiorni sulla riviera ligure e due viaggi. Dopo la prima guerra mondiale si recò a Venezia per tornare a Tortona nel 1922, mentre nel 1929 si trasferì per due anni a Caracas, in Venezuela.